Annunciati a conclusione del festival Human Rights Nights di Bologna,
i vincitori del Premio Mutti – AMM 2013
Tra i progetti vincitori, anche il ritratto di un ragazzo egiziano in fuga in Italia
“Karin B”. La nave dei veleni, la chiamavano. Oggi la sua storia viene raccontata da un regista
migrante in Italia, il nigeriano Alfie Nze.
Ed è sua la storia vincitrice del Premio Mutti – Archivio delle Memorie Migranti 2013,
annunciato a conclusione del festival Human Rights Nights, nel corso della serata alla Cineteca di
Bologna che il festival dedica ogni anno al Premio, promosso dall’associazione Amici di Giana,
dalla Cineteca di Bologna, dall’associazione Officina Cinema Sud-Est e dall’Archivio delle
Memorie Migranti (AMM) con il sostegno di Open Society Institute e Fondazione lettera27,
rivolto a progetti realizzati da registi migranti attivi in Italia.
Verdilizante, questo il titolo del progetto di docu-fiction di Alfie Nze: una storia che affonda le sue
radici proprio nella sua terra d’origine, la Nigeria, dove la nave dei veleni era diretta, prima di
essere rifiutata dalle autorità locali.
La cronaca ispira così il racconto di Alfie Nze – autore teatrale già apprezzato nel nostro Paese –,
che costruisce un ponte ideale tra Italia e Nigeria, intrecciando racconti obiettivi e vissuto personale.
Il premio per la sezione “Memorie migranti”, dedicato invece a registi under 30 di qualsiasi
nazionalità sul tema dell’immigrazione in Italia viene assegnato al film Arcipelaghi di Martin
Errichiello e Gabriele Sossella, ritratto di Mohamed, ragazzo egiziano giunto giovanissimo in
Italia per evitare il servizio militare, e condannato a vivere lontano dall’Egitto fino al compimento
dei 31 anni.
Un cortometraggio che colpisce per forza e originalità espressiva, oltre che per la sensibilità con cui
sa raccogliere il dilemma del protagonista: l’urgenza di condividere il proprio vissuto e di trovare
ascolto, e la difficoltà di mettersi a nudo.